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martedì, 02 settembre 2008
Cosciente d'esser vile
col cuore butterato
resto immerso
nel fango dell'ipocrisia
non riesco ad aggrapparmi
annaspo
esauste e celate
forza e volontà
mi restano
solo mani di cristallo nero
rigide e deformi
lottano però inanimate
con l'illusione del non pensare
ma vado a fondo
sempre più a fondo
e Confucio m'è nemico...
dove vivono i miei confini...
conquistati...
eccolo il perchè d'aver timore
...di morire
e non poter vedere
una volta
una sola volta
da quei balconcini
nubi adirate
coprono la nebbia scura!
(Vi spiegherete la mancanza appropriata al posto giusto di punteggiatura ma è
proprio in ciò che bisogna leggerne l'interpretazione, verso dopo verso, con collegamenti in avanti ed a ritroso) L'AUTORE
giovedì, 31 luglio 2008
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Sono sporco...
insudiciato del passato
senza parole
bugiardo
non del presente
comunque sporco
sempre...
più d'uno
peccati incrostati e ruvidi
non sono da lavare
meglio che resti limpida
l'acqua pura
s'infetterebbe!
Vestono
come corazza
corpo marciume
il mio
lance e lance
che non perforano.
Nelle notti scure
susseguasi
silenzio fragoroso
è dolore
ne sono stato
re elargitore
con lo scettro flesso
nel regno dell'inganno!
Aspetto...
che qualcuno mi spodesti
sarò suddito fedele!
(Le negazioni, notatele e vi accorgerete come quel non è attinente al contenuto)L'AUTORE
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lunedì, 16 giugno 2008
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All'albeggiar l'aurora
splende
in ogni mattino
un bacio ancora
domani un altro
e s'affollano le strade
del benessere
tante tute blu in cammino
è lavoro che s'avvia
a nord, a sud
lontano è quel ponteggio
nel viale del cemento,
sarà smontato...
isolato resta quell'impianto
nel piazzale tollerante,
sarò svuotato...
intanto trilla a casa
la sveglia canterina
s'aprono le finestre
deve entrare il sole
e papà son già tre ore
ch'è andato...
stasera insieme
vedremo la partita...
E' pausa...
pranzo a secco
un'ultima sigaretta
non immagino d'esser figlio
di morte bianca,
quel ponteggio crollerà
e sul suolo polveroso
un lenzuolo bianco...
quella vasca esalante
inghiotterà
e sul piazzale infettato
un altro lenzuolo bianco...
E' già sera e la partita?
In tv un solo annuncio
oggi la signora bianca
ha rapito ancora...
Non basterà una corona
col tricolore...
(A tutti i caduti del lavoroi e per il lavoro. Forse per esperienza personale da ex dirigente Lavori pubblici, con sdegno contro ogni norma legislativa che, nonostante l'efficacia delle disposizioni, per la carente o quasi inesistenza dei controlli dell'uomo, la signora bianca sarà sempre in agguato) L'autore |
lunedì, 02 giugno 2008
Io, ingonocchiato impreco
irruzione impetuosa iracondia
in impalpabile immagine inseguita
intrecciata intensamente
intanto irritato irrompo
impallidito inseguendo
incrocio incolore
invano, illusione insinuasi
in infausto isolamento
impossibile irradiare
illogica irriverenza
indefesso irrigidimento
infrangesi
in immaginaria inquietitudine
inzeppando infame inganno,
irreputabile iattura inzuppata
in inchiostro immerso
in incantesimo interrotto
improvviso
interprete immortalità innalzarsi
inusisato impulso
intabbarrando
incanto infinito!!!
sabato, 24 maggio 2008
Vorrei tanto ascoltare
la voce del vento
ma quella voce sottile,
non violenta e mugghiosa,
s’avvicina il tempo quando mi sfuggì
con quel tenero soffice sorriso,
mi teneva stretto un dito
col cuore che pulsava
a mille,
con quegli occhi di luce
che stava per scomparire,
la mia bambolina stava salendo
su di un trenino tutto rosa,
andava in viaggio per lasciarmi
il segno di anno in anno
ma non ditemi voi lettori
coraggio,
leggete questo mio essere,
leggetelo dentro
oggi come ieri
e scoprirete il vero…
urla, umori, sorrisi, mestizia
pensieri…
è vero che potrò vederla accanto
chissà quando
ma qualcuno,
quel miscredente
mi scoraggia,
mi infastidisce
non vedrai nessuno
perché gli Angeli non esistono,
inveisco disperato
lo prendo a calci in viso
lo malmeno ,
butta sangue
nessuno me la può toccare,
chiede aiuto
sto per finirlo
ma giunge la Voce
senza voce
mi sussurra
sono il tuo Angelo
perdona e sarai felice
A me lo devi…
NOTA DELL'AUTORE
Quando la ragione prevale, si può capire come lo scetticismo sia soltanto una corrente filosofica basata sul dubbio di avere una conoscenza vera della realtà. Basta ed è sufficiente crederci.
venerdì, 16 maggio 2008
Cerco d'aprir la porta
massiccia delle pene
ancora una veduta
e vengono scacciate
tristizie d'atmosfera
ecco farsi avanti
invitasi entrare
con alloro cinto
raggiante
uno spicchio di luna
nella muta sera
intorno aleggia
fuori
profumo di primavera
e sembra parlare
il silenzio
del riemerso bene
invero chiudesi
sono quattro adepti
in nero
con mani di bianco agguantati,
la cassa dei ricordi
bloccato resterà
incerto
come sudario freddo
riemergono vicende
ritornano semine...
minimi i raccolti
echeggiando sol dolori
e su quel sagrato
rievocar virtù
in vita...
falsità
chè visse nell'inferno
ora è tempo per pensare
" Amen"
domenica, 04 maggio 2008
Fulmine bianco...
candido sembrar
tutto luce
ma
dardo perforante
in pace d'abbandono
fuorviati occhi
per cambio di colore...
è vita nera
tutt'intorno
sino all'albeggiar
dopo...
un altro ancora!
La mia nota?
(Piaga universale, piaga di tutti i giorni, piaga maledetta, macchina di danaro)L'Autore
sabato, 03 maggio 2008
Era insanguinato quel capezzale
eran gelide
le notti insonne tue
era incerto
il mio quasi andare
e...
quanto lagrimar
d'amore puro
ha bagnato
quel dolce viso tuo
regina di preziose cure...
m'hai donato
sempre
io?
comprensorio senza confini
di meschin cellule
incattivite
nel tempo dell'indegno
ho tradito
nel cor tuo sincero
e rimembro
rimembro
smog del lontano
dove tu
d'ansie imperatrice
a patire...
ho vibrato pure
stalattiti di dolore
ora
ancora
col sole che sorrider può
invoco
bloccati funesto vento
e apriti dei miracoli
luna incantata
non è tardi
agguantar riscatto
aspettando
nel quadrato della speranza!
(L'accentuata ripetizione di " tuo" è legata al titolo del testo nel quale è concretizzato il senso dell'espressione poetica)L'AUTORE
lunedì, 28 aprile 2008
Cose Così [evanescente]
Un mondo capovolto
muschio d'orgoglio e terra
scopre di te la roccia
mio amore pesa il cuore...
sei aggrappato con le dita.
Venexiana
martedì, 22 aprile 2008
Quando scendete a vagare
nelle deserte vie del male
vi trovate senza sensi
e non pensate nulla
eppur tanto si pensa,
ma cosa!
il mondoi vi gira intorno
caos nel cervello,
cavalli
rospi e bisce
natura sconquassata,
selvaggia.
qual'è la vostra età?
chi siete se non giovani
falliti
senza speranze
vecchi presuntuosi
non sapete se siete
piccoli o grandi
veri o falsi
puliti o sporchi
ma a quel che siete
morirete sempre
e fino allora cantate
ogni giorno
inni immortali!
Da " I tempi oggi" edizione 1966
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